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	<title>I-NAT SOLUTIONS &#187; Luisa Mantero</title>
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	<description>web agency - realizzazione siti web - web marketing</description>
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		<title>Interazione tra utente e interfaccia web</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Mantero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigare, cercare, scaricare, aprire un file, modificarlo, ricaricarlo in rete, queste sono solo alcune delle più comuni azioni che compiamo quotidianamente quando navighiamo in internet, che sia per lavoro o ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1696" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="interfaccia_utente" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/06/interfaccia_utente.jpg" alt="" width="150" height="100" />Navigare, cercare, scaricare, aprire un file, modificarlo, ricaricarlo in rete, queste sono solo alcune delle più comuni azioni che compiamo quotidianamente quando navighiamo in internet, che sia per lavoro o per diletto l’utilizzo che facciamo della rete potrebbe concentrarsi nell’elenco di queste attività. Le modalità di interazione utente&gt;interfaccia si esprimono in due modi, una <em>passiva</em> e una <em>dinamica.</em> Con modalità passiva si intende l’interazione relativa all’utilizzo delle informazioni contenute nelle pagine web nei limiti del loro utilizzo, ad esempio leggere un articolo, stamparlo, scaricarlo se possibile in un formato più “portabile”. <span id="more-1686"></span>In alcuni casi questo tipo di interazione basta e avanza, se l’obiettivo è quello di presentare una informazione “chiusa” (per informazione chiusa si intende una informazione che difficilmente verrà aggiornata per esempio le regioni d’Italia), in casi come questo non c’è la necessità di presentare all’utente una modalità di interazione dinamica che possa prevedere ad esempio l’interrogazione ad un database.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto cambia in presenza di pagine più complesse, che magari sono progettate con logiche di repository, come un portale o una intranet. In questi casi è indispensabile rendere dinamico il rapporto tra utente e interfaccia in quanto la presenza di informazioni più complesse e magari soggette ad un aggiornamento costante necessità della presenza di elementi che possano supportare l’utente nella ricerca, modifica ed eventuale creazione di informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli elementi fondamentali per questo tipo di supporto è sicuramente il modulo comunemente detto<strong> </strong>form. <strong>Utilizzare in maniera corretta i form diventa quasi obbligatorio per garantire la fruibilità dei contenuti offerti e per ottenere la possibilità di rendere l’utente attivo nella creazione di contenuto</strong> (User generated content U.G.C.).</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: justify;">Analisi delle sue modalità di fruizione del contenuto informativo</h2>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nell’ipotesi di un utilizzo passivo, l’utente naviga le pagine e recupera le informazioni attraverso l’individuazione di link o di bottoni che il designer ha inserito come elementi per individuare categorie o gruppi di informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Una navigazione più complessa e completa prevede l’utilizzo di form (modulo). Con l’utilizzo di questo elemento arriviamo in una pagina di archivio e per esempio selezioniamo da una lista di archivio il mese che ci interessa. Questo è un classico esempio di come i form possono rendere l’utilizzo del web nettamente più dinamico e altamente produttivo nel recupero delle informazioni. In una ipotetica evoluzione di questo strumento abbiamo appena descritto la “nascita dei form”, ma ben presto il loro utilizzo è diventato sempre più complesso e presente all’interno delle pagine che normalmente navighiamo. Il design di un sito web non può escludere una discreta dose di attenzione nel posizionare e ragionare come presentare questi elementi, dal tipico campo di ricerca ai diversi moduli di “servizio” come quelli utilizzati per iscriversi a qualcosa o un classico esempio di log-in.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione principale di questi elementi è da individuare nei processi di u.g.c. <strong>Tutti i siti che vogliono garantire la produzione di contenuto da parte degli utenti devono avere la massima attenzione nella produzione di form e nella loro presentazione, rendendoli quanto più gradevoli e facili da utilizzare.</strong> Ultimamente si sono utilizzate nuove tecniche di progettazione e realizzazione di form, e grazie alla tecnologia javascript sono diventati anche molto belli a livello visuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tipico esempio sono i form per l’inserimento dei commenti: vengono utilizzate tecniche di “pannelli a scomparsa” o di “pop-up” che consentono un elevato mantenimento del focus da parte dell’utente, un notevole risparmio per lo sviluppatore che evita di generare una pagina dedicata la form e più spazio al designer che può sbizzarrirsi nell’arricchire il form con elementi grafici anche complessi.</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: justify;">Esempio di ottimizzazione di un processo di iscrizione a un sito partendo dai dati essenziali fino ad arrivare a elementi specifici</h2>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nella miriade di esempi che possiamo trovare di form che ottimizzano e producono informazioni, probabilmente l’esempio che si adatta maggiormente alla nostra analisi è quello relativo ai classici <strong>form di iscrizione a un servizio</strong> (es. forum, newsletter, commenti di un blog etc).</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo di iscrizione è strettamente legato alla tipologia di servizio e quindi alle informazioni essenziali per la sua attivazione. Ovvero, è inutile chiedere residenza e telefono in un modulo di iscrizione a un servizio di mailing, potremmo far spazientire l’utente e perderlo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ sicuramente molto più produttivo associare al form di iscrizione un form molto più complesso che in una seconda fase possa essere compilato dall’utente iscritto per ottimizzare il proprio profilo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro elemento interessante a questo proposito è la presenza di form a passi (o step) consecutivi che spesso sono utilizzabili anche in tempi e modi diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">I social network sono stati gli incubatori perfetti per queste nuove tecniche di presentazione, per diversi motivi. Portare l’utente a interagire in maniera sempre più massiva con i moduli presenti è essenziale per la sopravvivenza stessa della piattaforma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molto spesso un processo di immissione di informazione a step consente un notevole controllo da parte dell’utente e lo sottopone a un livello di stress minore nel completamento di tutte le informazioni necessarie per vedere pubblicata la propria informazione.</strong> Basti pensare a piattaforme di social networking professionale come <a href="http://www.uxmagazine.it/interface-interaction-design/il-ruolo-dei-moduli-nellinterazione-tra-utente-interfaccia-web/www.linkedin.com" target="_blank">linkedIn</a>, che prevedono una presenza massiccia di form quasi tutti compilabili in step e soprattutto indipendenti in fase di modifica e aggiornamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa modalità di presentazione risulta altamente versatile anche nei processi di ricerca delle informazioni, tipicamente usati dai siti di e-commerce, dove con l’utilizzo di form specifici si supporta l’utente in una ricerca mirata e nel caso di mancanza di risultati in una lista di suggerimenti ottimizzati per raggiungere comunque un obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tipico esempio è quello di <strong>una barra di scorrimento (slider) con un cursore</strong> del tutto simile a un termometro che permette, spostando il cursore verso un senso o un altro, di <strong>aumentare o diminuire il range di prezzo con cui si sta cercando un determinato prodotto</strong>.<br />
In questo caso sia la query che l’aggiornamento di risultati sono del tutto sincronizzati e la presentazione ne beneficia in quanto il designer può inventarsi millemila modi per rendere accattivante questa fase della navigazione.</p>
<blockquote>
<h2 style="text-align: justify;">Modello di form con utilizzo di libreria javascript</h2>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1689 aligncenter" title="modalita_presentazione_form_1" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/06/modalita_presentazione_form_1.png" alt="" width="481" height="482" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1690 aligncenter" title="modalita_presentazione_form_2" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/06/modalita_presentazione_form_2.png" alt="" width="481" height="481" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1691 aligncenter" title="modalita_presentazione_form_3" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/06/modalita_presentazione_form_3.png" alt="" width="481" height="481" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo modello ha come obiettivo la dimostrazione di <strong>come si può ottimizzare la presentazione di un form rispettando i parametri dell’accessibilità </strong>(utilizzo di marcatori idonei per contenere gli elementi che compongono il form stesso come label, input, radio button, check box etc.) e <strong>aumentando notevolmente l’usabilità</strong> visto lo snellimento della procedura.</p>
<p style="text-align: justify;">A mio avviso anche la presentazione subisce un notevole miglioramento, sia per l’animazione all’apertura della finestra sia per la possibilità di utilizzare elementi decorativi accattivati. Ovviamente deve essere sempre prevista la condizione che nel caso di javascript disattivato al click sul link si apra una normalissima pagina html contente le stesse informazioni.</p>
<h3>Risorse utili:</h3>
<p>Alcune risorse utili per librerie javascript:</p>
<ul>
<li>http://www.javascriptkit.com/</li>
<li>http://lipidity.com/fancy-form/#</li>
<li>http://www.lokeshdhakar.com/projects/lightbox2/</li>
</ul>
<p>Alcuni framework per sviluppare:</p>
<ul>
<li> http://mootools.net/</li>
<li> http://prototypejs.org/</li>
</ul>
<p>Alcuni esempi di form dinamici:</p>
<ul>
<li>http://www.ffwebmagazine.it</li>
<li>http://www.twitter.com</li>
</ul>
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		<title>Go Green&#8230; usa la videoconferenza</title>
		<link>http://www.i-nat.it/2010/02/22/videoconferenza-e-ambiente/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 12:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Mantero</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[videocomunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[videoconferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[I sistemi di videoconferenza professionali, oltre ai grandi risparmi nei costi e il miglioramento nella gestione dei tempi e quindi l&#8217;incremento di produttività, sono tra le soluzioni &#8220;green&#8221; più efficaci ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1561" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="videocomunicazione" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/02/videocomunicazione.jpg" alt="" width="150" height="100" />I sistemi di videoconferenza professionali, oltre ai grandi risparmi nei costi e il miglioramento nella gestione dei tempi e quindi l&#8217;incremento di produttività, sono tra le soluzioni &#8220;green&#8221; più efficaci per non inquinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo a ridurre i viaggi non indispensabili. E&#8217; anche il modo più diretto per &#8220;<em>essere green</em>&#8220;: meno spostamenti, meno carburante, meno usura di mezzi, meno aerei, meno tempo &#8220;sprecato&#8221; negli aeroporti, più sicurezza restando in ufficio. L&#8217;alternativa migliore e che sempre più si sta affermando è la videoconferenza che permette di ridurre le trasferte e i costi relativi fino al 30%, senza far perdere in efficacia le riunioni a distanza.<span id="more-1551"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ne parliamo con <strong>Antonio Sanguinetti</strong>, CEO di <a href="http://www.skymeeting.net" target="_blank"><strong>Skymeeting</strong></a>, azienda altamente specializzata in soluzioni di videoconferenza:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">&#8220;Molte realtà internazionali volte a salvaguardare l&#8217;ambiente vedono nella videoconferenza una valida soluzione per ridurre il problema. Noi ci abbiamo creduto da subito e investiamo moltissime risorse nel promuovere questo tipo di soluzioni e informare quanto possibile per responsabilizzare le aziende e gli utilizzatori finali. Il <strong><a href="http://www.greenworkday.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4&amp;Itemid=30" target="_blank">WWF UK</a></strong>, ad esempio, ha pubblicato alcuni rapporti che dimostrano come la videoconferenza abbia significativamente ridotto le emissioni di anidride carbonica. Oltre ai benefici relativi all&#8217;inquinamento e alla crisi climatica, la videoconferenza permette di raggiungere risultati misurabili per aiutare la propria azienda a fare di più con meno.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Seguono alcuni consigli per ottimizzare il proprio lavoro nel rispetto dell&#8217;ambiente:</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Collaborazione professionale</span> – videocomunicazione tra clienti e dipendenti con esperti e consulenti indipendentemente dalla propria posizione geografica permette di risparmiare tempo e denaro, riduce le emissioni di anidride carbonica, e migliora la soddisfazione e la fidelizzazione della clientela.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Meeting internazionali</span> – sia che si tratti di riunioni al vertice o di meeting aziendali, non è necessario prendere un aereo. Basta entrare in sala riunioni o effettuare una rapida videochiamata dal proprio desktop per un incontro ‘face to face’.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Briefing/Web Meeting</span> &#8211; la videocomunicazione riunisce responsabili dell’ufficio acquisti, clienti, forza vendita e tecnici in tempo reale e senza la necessità di viaggiare per facilitare la collaborazione e il processo decisionale.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Formazione a distanza/Elearning</span> – quando scuole e strutture di formazione  utilizzano la videocomunicazione con istituzioni remote migliorano le opportunità di formazione e riducono i costi.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">R&amp;D</span> – progettisti e ricercatori in tutto il mondo possono intrattenere videoconferenza sul design dei prodotti e sulle variazioni da apportare ad un componente, ottimizzando così i tempi di sviluppo.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Team building</span> – sedi multiple non vuol dire necessariamente gruppi di lavoro isolati. La videocomunicazione permette ai membri di uno stesso team di incontrarsi con la stessa frequenza che si verificherebbe se dividessero lo stesso ufficio, cementando così lo spirito di gruppo.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Risorse umane/Recruiting</span> – i colloqui in videoconferenza per candidati fuorisede riducono i costi e le emissioni inquinanti, permettendo ai responsabili delle risorse umane di interpretare anche le espressioni facciali dei candidati.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Collaborazione in tempo reale</span> – le organizzazioni possono gestire grandi quantità di dati e collaborare in tempo reale da diverse location grazie alle funzionalità visive e multimediali offerte dalla videoconferenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Skymeeting</strong> opera sul mercato nazionale dal 2004 e vanta un&#8217;esperienza pluriennale nella fornitura di soluzioni professionali per videoconferenza. Le soluzioni professionali offrono senz&#8217;altro maggiore stabilità, sicurezza e flessibilità, rispetto a sistemi open-source o free.</p>
<p style="text-align: justify;">A dimostrarlo sono anche i significativi risultati di alcuni recenti sondaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blue Coat Systems</strong>, ad esempio, ha reso noto che secondo i risultati di un sondaggio a livello globale commissionato dall’azienda a una società di ricerche, <strong>oltre il 73% delle aziende spronano all’utilizzo delle videoconferenze di elevata qualità</strong> in alternativa ai viaggi di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati coincidono con quelli di uno studio condotto nel 2008 da <strong>Nemertes Research</strong> secondo i quali oltre il 75% dei responsabili IT intervistati stanno attualmente utilizzando o hanno intenzione di utilizzare la soluzione di videoconferenza in sala e oltre il 50% le videoconferenze via web.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo, il personale Blue Coat che lavora sul campo ha notato una serie di errori comunemente commessi nel momento in cui si cerca di aggiungere la funzione di videoconferenza di elevata qualità alle reti esistenti e ha stilato un elenco che ne include i sette principali.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">&#8220;I responsabili IT dichiarano che le attuali soluzioni di videoconferenza sono spesso sottoutilizzate a causa dei costi, della scarsa qualità video e della complessità,&#8221; ha affermato Irwin Lazar, vice presidente di Nemertes Research. &#8220;Ora invece costi ridotti, migliore qualità, maggiore facilità di utilizzo e il desiderio di utilizzare il video per diminuire le spese di viaggio stanno creando le condizioni ideali per dare un forte impulso alla domanda di soluzioni di videoconferenza.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La videoconferenza deve offrire immagini perfette</strong><br />
Anziché utilizzare linee dedicate per le soluzioni di videoconferenza di elevata qualità, la maggior parte delle aziende sta tentando di implementarli nella WAN esistente per risparmiare sui costi e offrire una maggiore flessibilità. Senza una visibilità adeguata delle applicazioni in rete e i mezzi per determinare e mantenere la qualità delle sessioni di videoconferenza, un numero notevole di aziende si troverà ad affrontare problematiche tali da indebolire l’efficacia della soluzione di videoconferenza. Le più comuni problematiche relative alla qualità comprendono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Immagine congelata</strong><br />
L’immagine si blocca mentre l’audio può o meno continuare a funzionare</li>
<li><strong>Video non sincronizzato</strong><br />
Il video è in ritardo rispetto all’audio</li>
<li style="text-align: justify;"> <strong>Artefatti</strong><br />
Parti dell’immagine video sono oscurate da blocchi scuri che non fanno parte dell’immagine</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Errori comuni da evitare</strong><br />
Avendo valutato i difetti di implementazione delle soluzioni di videoconferenza in tutto il mondo, Blue Coat ha stilato un elenco di sette fra i più comuni errori che le aziende commettono quando cercano di implementarle in rete:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">Valutazione.</span><br />
Non è stata valutata la capacità reale della rete di supportare l’implementazione di una soluzione di videoconferenza</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Erogazione di larghezza di banda.</span><br />
Non viene erogata la larghezza di banda adeguata per ogni sessione di videoconferenza</li>
<li style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">Monitoraggio proattivo.</span><br />
Incapacità di monitorare in modo proattivo la qualità di ogni sessione di videoconferenza</li>
<li style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">Individuazione e risoluzione dei problemi.</span><br />
Incapacità di individuare e risolvere un problema legato alla scarsa qualità della sessione di videoconferenza</li>
<li style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">Configurazione non protetta della sessione.</span><br />
Non è stata allocata la quantità di larghezza di banda necessaria per configurare le transazioni e ciò determina ritardi significativi nell’avvio di una nuova sessione di videoconferenza</li>
<li style="text-align: justify;"> <span style="text-decoration: underline;">Limiti dell’infrastruttura esistente.</span><br />
Considerare l’infrastruttura di rete esistente in grado di stabilire istantaneamente il livello di qualità adeguato e necessario per una videoconferenza</li>
<li style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"> Interruzione di altre applicazioni.</span><br />
Gestione errata di una soluzione di videoconferenza che si traduce in un utilizzo eccessivo di larghezza di banda o della rete e causa il malfunzionamento di altre applicazioni</li>
</ul>
<blockquote>
<h3>do more with less</h3>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">In sintesi la videoconferenza è una valida soluzione per ottimizzare i costi e soddisfare comunque canoni di qualità e professionalità.</p>
<p>Per saperne di più rimandiamo a:</p>
<h3 style="padding-left: 30px;"><a href="http://www.skymeeting.net" target="_blank">www.skymeeting.net</a><br />
<a href="http://www.videocomunicareinrete.it" target="_blank">www.videocomunicareinrete.it</a></h3>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Parole, parole, parole&#8230; ma quali sono davvero utili?</title>
		<link>http://www.i-nat.it/2010/02/11/parole-parole-parole-ma-quali-sono-davvero-utili-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 15:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luisa Mantero</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi delle parole chiave con le quali essere reperibili nei motori di ricerca è probabilemente l’attività più importante di una campagna SEO in quanto serve per gettare le fondamenta su ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1472" style="margin-right: 10px; margin-left: 0px;" title="words" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/02/words.jpg" alt="" width="150" height="100" />L&#8217;analisi delle parole chiave con le quali essere reperibili nei motori di ricerca è probabilemente l’attività più importante di una campagna SEO in quanto serve per gettare le fondamenta su cui costruire il lavoro dei mesi successivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso questa attività viene considerata in maniera superficiale e non   dedicano la dovuta attenzione, si fanno semplicemente dare una lista dal Cliente, la integrano con alcune parole chiave proprie, e si da inizio al lavoro senza effettuare un’analisi approfondita… niente di più sbagliato <span id="more-1467"></span>a meno che non ci si curi dell’interesse del proprio Cliente.</p>
<p style="text-align: justify;">Cerco di riassumere quelli che sono i tre motivi principali per cui si deve effettuare un’accurata selezione delle parole chiave che saranno il fondamento della nostra attività di posizionamento sui motori di ricerca.</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"> Escludere keyword/keyphrase troppo generici e competitive, che comportano un costo elevato per il cliente e molto lavoro per voi senza un’adeguato controvalore per il cliente stesso. Un esempio limite potrebbe essere il seguente, se dovete posizionare il sito web di un hotel di Milano risulta controproducente lavorare per posizionarlo sulla parola chiave “hotel”. Il posizionamento su tale keyword vi costerebbe tanto lavoro e poche conversioni in quanto troppo generica.</li>
<li style="text-align: justify;"> Spesso si ha a che fare con budget limitati, cerchiamo di sfruttare al massimo tali budget per ottenere le migliori conversioni possibili, in questi casi la strategia migliore si rivela quella di lavorare su parole meno competitive ma con buoni tassi di conversione.</li>
<li style="text-align: justify;">La soddisfazione del Cliente viene prima di tutto, non proponiamogli keyword “facili” per ridurre i tempi del posizionamento, tali keyword anche se ben posizionate non porteranno probabilmente i risultati sperati ed è verosimile che il Cliente non rinnoverà più l’attività o si rivolgera ad altre agenzie.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La selezione delle keyword è un aspetto che deve coniugare fattori molto differenti: contenuto del sito web, traffico potenziale, concorrenza, strategia, conversione potenziale e budget. Tale processo deve essere la sintesi di tutti questi aspetti e deve essere in grado di coniugarli perfettamente tra loro altrimenti si rischia di accettare un lavoro complesso con poco budget oppure di effettuare un lavoro che non soddisfa quelli che sono i risultati attesi dal Cliente.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatte queste doverose premesse vi illustro quella che è il ns. approccio e gli strumenti che utilizziamo per selezionare le keyword più utili da posizionare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Farsi fornire un elenco dal cliente:</span></strong> la maggior parte dei clienti non ha competenze SEO, vi proporrà generalmente un elenco più o meno lungo di parole chiave la maggior parte delle volte troppo generiche, tuttavia tra questo elenco potreste trovare alcune parole chiave specifiche dell’ambito in cui egli opera di cui voi probabilmente non conoscevate neanche l’esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi opera nello stesso settore del vostro cliente però le conosce bene ed anche i potenziali clienti. Una volta che egli vi ha fornito un elenco di parole chiave cercate di fare un po’ di brainstorming con lui, ponendogli domande sul suo mercato e sui suoi clienti, se avete la possibilità interrogare anche questi ultimi potrebbe fornire spunti molto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Analisi della concorrenza:</strong></span><strong> </strong>sfruttate il lavoro che altri SEO hanno già fatto per voi, fatevi fornire dal cliente un elenco dei principali competitor ed analizzate i loro siti web, solitamente sono un elenco molto prezioso di possibili keyword, cercate soprattutto nei titoli delle pagine ed eventuali meta keywords, molto spesso ancora oggi si trovano siti web con decine di parole chiave inserire nel meta keywords.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ottenuta quindi una lista preliminare si possono utilizzare diversi strumenti per affinarla, vediamo quali sono i principali disponibili gratuitamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Strumento per le parole chiave di AdWords</strong></span>: oramai un classico, l’<em>AdWords Keyword Tool</em> è un ottimo strumento per visualizzare quanto una parole chiave è ricercata (il tool mostra infatti i numeri delle ricerche mensili per la keyword che inserite e quelle attinenti) e quanta concorrenza c’è su AdWords. Non dimentivatevi di impostare nazione e lingua in base al vostro interesse. Altro suggerimento, visualizzate tutte le colonne per ottenere maggiori dati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Strumento per le parole chiave basato sulla ricerca:</strong></span> è l’evoluzione dello strumento precedente e disponibile se avete un account AdWords a questo indirizzo: http://www.google.com/sktool/. Ricordatevi come prima cosa di impostare nazione, lingua e valuta nella colonna di sinistra. Non è necessario inserire l’url del sito web, basta inserire la parola chiave di cui si desiderano visualizzare le statistiche di ricerca. I dati possono essere salvati come bozza ed esportati in formato CSV.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Google Insights for Serch</span></strong>: chiamato in italiano Google Statistiche di Ricerca è l’evoluzione di Google Trends e permette di confrontare le ricerce effettuate su Google fino ad un massimo di cinque parole chiave. Estremamente utile perchè si possono visualizzare i dati relativi a Google Ricerca Web, Google Immagini, Google News, Google Product Search, filtrare la nazione di interesse, il periodo di riferimento e l’eventuale categoria. Lo strumento non mostra il numero delle ricerche ma è molto utile per analisi comparative tra keyword differenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Wonder Wheel</span></strong>: Wonder Wheel è uno degli strumenti presenti quando effettuate una ricerca su google.com. Consente di visualizzare una serie di keyword correlate alla ricerca da voi inserita, in questo modo potete scoprire eventuali ulteriori parole chiave da tenere in considerazione. Per farlo comparire una volta effettuata la vostra ricerca cliccate su “Show Options…” e quindi sul link Wonder wheel. Ad esempio per la ricerca della keyword “apple” i suggerimenti mostrati da Wonder Wheel sono i seguenti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="google wonder wheel" src="http://farm4.static.flickr.com/3589/3387390567_8258115e80_o.jpg" alt="" width="501" height="446" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img src="file:///C:/DOCUME%7E1/M0NSTR%7E1/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Google Suggest Scraper</strong></span>: si tratta di un altro strumento disponibile all’indirizzo http://www.thinkpragmatic.net/gss/ che visualizza suggerimenti utili per la definizione delle parole chiave. Basta inserire la keyword principale nel box, selezionare la lingua del motore di ricerca per visualizzare una lista di parole chiave suggerite. Lo strumento prende la parola chiave da voi inserita ed aggiunge ulteriori termini, consentendovi di visualizzare la lunga coda. Se ad esempio inserisco “posizionamento” questi sono i risultati suggeriti su cui posso valutare di andare a lavorare.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="posizionamento" src="http://blog.tagliaerbe.com/wp-content/uploads/2008/12/google-suggest.png" alt="" width="515" height="344" /></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Statistiche d’accesso</strong></span>: se il sito web del cliente è già online ed ha uno strumento di web analytics installato la sua consultazione puà rivelare informazioni molto importanti. Ad esempio si possono ricercare parole chiave che portano un buon numero di accessi ma la cui posizione in Google non è tra le prime. Se ad esempio per una parola chiave che porta diversi accessi il sito web si trova nelle ultime posizioni delle prima pagina della SERP o addirittura in seconda pagina è logico supporre che se riuscissi a migliorare il ranking di quella keyword gli accessi potrebbero aumentare notevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Google AdWords</strong></span>: il keyword advertising si può rivelare un prezioso alleato per capire quali sono le parole chiave su cui è opportuno migliorare il posizionamento del sito web. Una volta stilato un elenco sommario delle parole chiave che sembrano più interessanti infatti si può pensare di implementare una campagna PPC tramite Google AdWords per verificare se i ragionamenti effettuati fino a questo momento sono corretti. Creando un insieme di annunci per gruppi di parole chiave molto simili tra loro nel giro di qualche settimana si possono avere un numero di impression e click significativi per effettuare attività di <em>fine tuning</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Google Trends:</span></strong> infine Trends è il servizio gratuito di Google che vi permette di valutare l&#8217;andamento nel tempo circa la ricerca di parole chiave e l&#8217;utenza di siti internet di medie e grandi dimensioni, confrontandoli fra loro. Attraverso Google Trends potrete conoscere le tendenze del mercato e valutare le potenzialità della vostra concorrenza, confrontando il vostro network con quello dei competitors.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1475" style="border: 0pt none;" title="Google-trends-large" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/02/Google-trends-large.gif" alt="" width="599" height="596" /></p>
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<p style="text-align: justify;">Nella sezione keywords, Google Trends vi permette di vedere l&#8217;andamento del volume di ricerca di una o più parole chiave, in relazione anche alle news che google ha indicizzato sullo stesso argomento. Potrete quindi valutare l&#8217;influenza di fenomeni esterni come eventi e manifestazioni sull&#8217;andamento del volume di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sezione di confronto siti web, Google Trends vi permette inoltre di avere un&#8217;indicazione di massima circa l&#8217;utenza di portali web di grandi dimensioni. Indicativamente, Google Trends tiene in considerazione i dati di siti che hanno almeno un migliaio di utenti giornalieri.</p>
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