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	<title>I-NAT SOLUTIONS &#187; Roberta Lintura</title>
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		<title>Google Buzz: ecco a cosa serve</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Lintura</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre Facebook pianifica una gestione della posta elettronica,  Google risponde trasformando Gmail, il servizio di posta elettronica, in una sorta di social network. Anzi, di più. Gmail assorbe molte funzioni ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1497" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="google_buzz" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2010/02/google_buzz.jpg" alt="" width="150" height="100" />Mentre Facebook pianifica una gestione della posta elettronica,  Google risponde trasformando Gmail, il servizio di posta elettronica, in una sorta di social network. Anzi, di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Gmail assorbe molte funzioni tipiche delle reti sociali per rintuzzare il sempre più numeroso popolo di Twitter, Facebook &amp; co. Secondo Nielsen, gli utenti delle reti sociali sono ormai oltre 300 milioni, contro i circa 280 milioni di persone che fanno uso della posta elettronica.<span id="more-1481"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia i social sono in una situazione simile a quella dei siti agli albori di Internet: tante informazioni disponibili, ma con poco ordine. Così diventa difficile individuare quello che è importante separandolo dal rumore di fondo. Ovvero c&#8217;è un eccesso di dati disorganizzati e disgregati che non sono in grado di esprimere al 100% il valore che hanno. E questo bombardamento di contenuti è in costante aumento. C&#8217;è bisogno di un nuovo approccio per capire ciò che è rilevante da quello che non lo è.</p>
<blockquote>
<h3>La soluzione?</h3>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Una schermata di <strong>GmailGoogle Buzz</strong>, l&#8217;evoluzione, anzi la rivoluzione, di Gmail. Che già nel corso degli anni è andata espandendosi in fatto di funzioni: dalla posta elettronica alla videochat, passando per vari plus-in nell&#8217;area Labs.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il risultato è Buzz, cioè &#8220;<em>una nuova era nella comunicazione e condivisione delle informazioni</em>&#8220;. Ha ben poco a che vedere con la classica e-mail. Per esempio, c&#8217;è l&#8217;auto-following, per rispondere subito alle persone con cui parliamo più di frequente.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Oppure offre un modo più semplice e veloce per condividere file e per segnalare quali informazioni sono pubbliche e quali private. Senza dimenticare che visualizza in tempo reale gli aggiornamenti allo stato degli amici e permette di inserire contenuti audio e video.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="590" height="478" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/yi50KlsCBio&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="590" height="478" src="http://www.youtube.com/v/yi50KlsCBio&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
Buzz è integrato in Gmail</strong>: si attiva non appena si apre la propria casella di posta elettronica on-line. Basta scegliere i contatti e gli amici con cui utilizzare la funzione perché messaggi, file multimediali, contenuti e collegamenti in Internet vengano aggregati in un unico flusso. Una colonna di informazioni che va crescendo con il tempo. Sulla falsariga di ciò che è già stato sperimentato con Google Wave. Per dirla tutta, Google ha traslocato in Gmail gli strumenti sviluppati in Wave, solo con un occhio di riguardo per la parte multimediale.</p>
<p>Per aggiungere nuovi contributi basta rispondere con un metodo simile a quello di Facebook: si apre uno spazio bianco per replicare ai messaggi oppure per inserire un collegamento a un sito o a un video.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi si decide che la discussione diventa pubblica, e quindi non più privata e relegata a Gmail, chiunque acceda al nostro profilo in Google vedrà la colonna di messaggi scambiati con gli altri utenti. Senza invadere la privacy.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; possibile selezionare i gruppi di utenti che possono contribuire alla conversazione oppure individuare chi va escluso. Dunque, spariscono le e-mail? No, sono solo organizzate in modo profondamente diverso da quanto siamo stati abituati finora. Non più posta elettronica statica bensì un aggregato di parole che danno origine a un nuovo streaming in tempo reale di dati complessi e articolati. E in continua espansione. La cosa interessante è che si può iniziare a partecipare a qualsiasi flusso; basta essere invitati o raccomandati da un qualsiasi contatto o amico che è già parte del Buzz in questione. Alla resa dei conti, ciò che Google cerca di ottenere è di creare una nuova forma di conoscenza partendo da e-mail che da sole sarebbero inerti. Va da se che Buzz, essendo parte di Gmail, è supportato anche dai dispositivi mobili non appena attivato nella propria casella e-mail.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Non solo</span>: arriva all&#8217;interno di Maps (aggiornato con nuove funzioni) a iniziare dalle versioni del software per iPhone, Symbian, Windows Mobile e Android (le altre piattaforme saranno supportate a breve).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;innovativo servizio di Google individua dove ci si trova e indica nel contributo pubblicato nella conversazione la posizione da cui è stato inviato il post. Così il messaggio è geolocalizzato ed è possibile vedere sulla mappa il punto esatto dell&#8217;utente. Inoltre, dallo smartphone si attiva la funzione Nearby che mostra i Buzz rilevanti con il luogo in cui mi trovo. Così, per esempio, è possibile scorpire quali sono i contatti nei paraggi oppure le conversazioni che contengono riferimenti a servizi disponibili nei dintorni. E su questo fronte Buzz rappresenta un&#8217;evoluzione senza precedenti nell&#8217;utilizzo della tecnologia Gps: gelolocalizzare una grande quantità dati in un modo pressoché rivoluzionario.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: justify;">per ulteriori informazioni rimandiamo al blog ufficiale:<a href="http://gmailblog.blogspot.com/2010/02/google-buzz-in-gmail.html" target="_blank"><strong><br />
Google Buzz in Gmail</strong></a></h2>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Landing page: a cosa servono e come svilupparle</title>
		<link>http://www.i-nat.it/2009/11/21/landing-page-a-cosa-servono-e-come-svilupparle/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 06:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Lintura</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>
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		<description><![CDATA[Sei il responsabile marketing della tua società e hai appena finito il lancio di una nuova campagna pubblicitaria su riviste, radio e motori di ricerca, e hai bisogno di misurare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1105" style="margin-left: 0px; margin-right: 10px;" title="landing_page" src="http://www.i-nat.it/wp-content/uploads/2009/11/landing_page.jpg" alt="landing_page" width="150" height="100" />Sei il responsabile marketing della tua società e hai appena finito il lancio di una nuova campagna pubblicitaria su riviste, radio e motori di ricerca, e hai bisogno di misurare in modo preciso il ritorno dell&#8217;investimento, l&#8217;efficacia della tua campagna e le differenze di resa dei vari canali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giorno controlli le statistiche degli accessi, cercando di capire quali sono le visite generate dalla nuova campagna. Ma anche se vedi l&#8217;incremento del traffico, e magari anche l&#8217;incremento delle vendite, ancora non riesci a risalire e misurare in modo preciso quanto di questo è stato generato grazie alla nuova campagna<span id="more-1030"></span></p>
<div style="text-align: justify;">
<p align="justify">Nel caso di lancio di una campagna pubblicitaria importante le <em>landing page </em>sono l&#8217;unico modo efficace per avere dati sul traffico ottenuto. Specifici strumenti di tracciamento potranno poi essere di supporto per il calcolo della conversione di questo traffico.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p align="justify">Attirare il traffico è facile. La parte più difficile è  la conversione. E questa conversione è lo scopo della landig page, la pagina sulla quale arriva il visitatore dopo aver cliccato su un annuncio pubblicitario. Siti molto articolati, con trattazione di vari temi, potrebbero disorientare il visitatore risultando dispersivi. La landing page è un buon sistema per dare una pagina attinente al navigatore che ha fatto una precisa ricerca.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">Una Landing Page è concepita secondo dei criteri protesi al posizionamento assoluto, per valorizzare in modo specifico un singolo prodotto o servizio che l&#8217;azienda intende promuovere tramite il proprio sito web.</div>
<div style="text-align: justify;">
<blockquote>
<h3>Il nostro approccio per creare Landing Page di successo</h3>
</blockquote>
<p>Ci sono molti fattori che influenzano il posizionamento di un sito web e la canalizzazione di nuovi clienti verso le pagine dei prodotti o dei servizi da promuovere. Le Landing Page sono uno di questi fattori.</p>
<p>La nostra pianificazione prevede una analisi diweb marketing e del nuovo sito web aziendale che consente realmente di:</p>
<ol>
<li> <span style="text-decoration: underline;">massimizzare la semantica</span>: ovvero creare una struttura interna HTML che permetta di ottenere la massima flessibilità del disporre i contenuti e il massimo coefficiente di penetrabilità dei motori (ad esempio creando codice valido W3C). E&#8217; noto infatti che le pagine ottimizzate W3C sono più appetibili ai motori.</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">semplificare la grafica</span>: concentrare la grafica della Landing Page sul prodotto o sul servizio da promuovere e non sul sito web e sui servizi collegati. Cercare quindi di valorizzare il più possibile il singolo prodotto.</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">creare contenuti di qualità</span>: sia a livello di posizionamento analizzando la concorrenza che a livello concettuale creando testi diretti, senza giri di parole e con il minor numero possibile di errori di battitura.</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">pensare la pagina per l&#8217;utente</span>: mantenere la sobrietà della pagina ed ottimizzarla per i motori di ricerca non significa creare pagine non utili per l&#8217;utente. Le Landing Page devono comunque essere esaustive nell&#8217;illustrare al cliente il prodotto che ha cercato, creando comunque dei collegamenti intuitivi al sito web principale.</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">generare un&#8217;azione</span>: cercare di attuare non solo la promozione nella pagina da spingere nel motore ma anche rendere interattiva la navigabilità con l&#8217;utente. L&#8217;utente deve poter interagire e compiere un&#8217;azione nei primi secondi in cui visita la pagina. La Landing Page deve essere sempre pensata in funzione di scaturire un&#8217;azione da parte del cliente/visitatore (ad esempio iscrivendosi al sito, acquistando il prodotto, riempiendo un questionario o visitando il sito collegato).</li>
<li><span style="text-decoration: underline;">creare un report statistico specifico per le Landing Page</span>: analizzare con scrupolo il traffico generato dalle Landing Page permette di aumentare il tasso di conversione dedicandosi allo sviluppo di Landing Page sempre più mirate eliminando quelle meno performanti, se presenti.</li>
</ol>
</div>
<blockquote style="text-align: justify;">
<h3>Persuasive Copywriting per canalizzare i clienti</h3>
</blockquote>
<div style="text-align: justify;">Nella stesura di contenuti redazionali per Landing Page seguiamo delle semplici regole:</p>
<ul>
<li>scrittura di testi concisi ed efficaci, orientati al singolo prodotto o servizio esposto</li>
<li> stesura di testi emotivamente persuasivi ovvero che invoglino il cliente a compiere un&#8217;azione</li>
<li> stesura di un testo completo nel senso che descriva in modo proattivo il prodotto o il servizio senza generare dubbi, confusione o deduzioni errate nel cliente</li>
<li> testi che valorizzino realmente il prodotto giustificando passo per passo ciò che si scrive, dimostrando al cliente che il sito web in cui è arrivato può guadagnarsi la sua fiducia</li>
<li>analisi di diversi modelli di landing creati per una sola promozione per migliorare le conversioni</li>
</ul>
<p>Per creare delle Landing Page di successo quindi è necessario prima pianificare la struttura completa del sito e successivamente identificare le sezioni del sito che si vogliono maggiormente valorizzare.</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Come progettare un sito e-commerce di successo</title>
		<link>http://www.i-nat.it/2009/11/17/sviluppo-e-commerce/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Lintura</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Sviluppare una piattaforma e-commerce non è mai facile, dal punto di vista della progettazione sono tante le variabili da tenere in considerazione, ma quella in assoluto che deve essere seguita ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sviluppare una piattaforma e-commerce non è mai facile, dal punto di vista della progettazione sono tante le variabili da tenere in considerazione, ma quella in assoluto che deve essere seguita per tutta la fase produttiva è <strong>rendere l’esperienza d’uso del sito il più semplice e intuitiva possibile per l’utente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi progetta un sito da spesso per scontate molte procedure on-line o acquisite da parte degli utenti. Per esperienza posso affermare che è molto meglio spiegare bene all’utente cosa deve fare, onde evitare di creare frustrazioni, insofferenze e perdita del potenziale cliente.</p>
<p style="text-align: justify;">Non affronto in questo articolo gli aspetti grafici, ma quelli più interattivi e funzionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1017"></span></p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 15px; font-weight: bold;">Trovare il prodotto</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Vediamo uno dei problemi che mi trovo spesso a riscontrare: <strong>trovare il prodotto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella home page, sia per motivi di spazio che di usabilità, non c’è posto per tutti i prodotti, questo comporta che l’utente possa trovarsi nella situazione di dover cercare un prodotto all’interno del sito.</p>
<p style="text-align: justify;">Per facilitargli il più possibile il compito dovremo offrirgli più soluzioni di navigazione sul sito, come:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li> navigazione a categorie;</li>
<li> navigazione a faccette;</li>
<li> navigazione a ricerca.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Vediamo un pò nel dettaglio le 3 <strong>tipologie di navigazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A categoria </strong>è la soluzione più classica adottata dalla maggior parte dei siti e forse si può dire, quella che fa parte degli elementi ormai acquisiti del web.<br />
Ad esempio in un e-commerce il catalogo dei prodotti potrà essere suddiviso per categorie a seconda della tipologia del prodotto, potremmo avere delle voci come “<em>abbigliamento donna</em>”, “<em>abbigliamento uomo</em>” e delle sottocategorie “<em>maglie</em>”, “<em>gonne</em>” ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è detto che questo tipo di navigazione piaccia all’utente o lo porti con pochi clic al prodotto che sta cercando, fose a in mente il prodotto per uno specifico uso, vediamo così il prossimo tipo di navigazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A faccette</strong>, questa navigazione negli anni è diventata molto comune per i siti come gli e-commerce, i portali e le pubbliche amministrazioni (es. comuni). Differentemente dalle categorie logiche sopra citate, nel nostro e-commerce di abbigliamento avremo la possibilità di cercare il nostro prodotto per un’attività che dobbiamo svolgere, o per una necessità, es. “<em>sport</em>”, “<em>fashion</em>” “<em>moda mare</em>” ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo facilitare ancora di più la ricerca del prodotto? una soluzione è quella di fornire al nostro utente una navigazione che intreccia più dati tra loro, scremando così il risultato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A ricerca</strong>, come la navigazione a faccette, questo tipo di navigazione ha preso piede soprattutto negli e-commerce. Ecco che nel nostre negozio on-line di abbigliamento, una volta etrati in una categoria potremo scremare la ricerca, indicando la taglia, il colore e la fascia di prezzo, così da avere subito a video i risultati che più ci interessano senza dover sfogliare più pagine per trovare quello che stiamo cercando.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Procedere all’acquisto</h3>
<p style="text-align: justify;">Un altro problema spinoso, ma che è importantissimo saper gestire bene è <strong>la procedura d’acquisto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’utente italiano è sempre un pò scettico e timoroso nei confronti di un  possibile acquisto on-line, ha bisogno di essere rassicurato e guidato per tutta la fase di acquisto, dal’inserimento di un prodotto del carrrello al pagamento vero e proprio.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo come gestire alcuni momenti cruciali che se non gestiti bene fanno scappare l’utente su altri lidi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Mettere nel carrello un prodotto</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Il primo passaggio del processo d’acquisto è inserire nel carrello i prodotti che si vuole acquistare. Uno dei problemi generalmente riscontrati dagli utenti è la mancata comprensione dell’esito dell’azione “metti nel carrello”. Gli utenti non comprendono se l’azione sia andata a buon fine o meno, perchè non vedono o non si accorgono che accanto all’icona del carrello è apparso un numero, o nello spazio per il carrello sulla colonna di destra appare la voce del prodotto appena scelto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come si può risolvere il problema?</strong><br />
Alcuni siti hanno adottato soluzioni visive che rassicurano l’utente sul fatto che il prodotto è stato inserito nel carrello.</p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo le soluzioni adottate:</p>
<ul style="text-align: justify;" type="disc">
<li>far comparire una piccola finestra di pop-up,</li>
<li>far apparire un messaggio in cima al contenuto, facendo slittare quest’ultimo verso il basso,</li>
<li>far apparire una piccola animazione, stile caricamento mac nella parte centrale del sito.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Acquistare</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Momento cruciale per l’utente, che si attende che i <strong>passaggi</strong> per concludere l’acquisto siano <strong>pochi</strong>, <strong>trasparenti </strong>e <strong>di facile comprensione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Passaggi</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il compromesso migliore sul numero dei passaggi è 3, troppi passaggi stancano l’utente.</p>
<ul style="text-align: justify;" type="disc">
<li>il primo è il riepilogo del carrello, con la possibilità di poter aggiungere o togliere prodotti e scegliere la modalità di pagameno tra quelle proposte dal sito,</li>
<li>il secondo passaggio è la richiesta dei dati personali o la conferma di quelli inseriti in fase di registrazione, con la possibilità di poterli modificare,</li>
<li>il terzo è un riepilogo dell’ordine completo di prodotti, metodo di pagamento e indirizzo di consegna, prima di passare alla fase di pagamento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Alla fine del riepilogo finale ci sarà il bottone <strong>acquista</strong> che porterà a seconda del metodo di pagamento scelto ad una pagina:</p>
<ul style="text-align: justify;" type="disc">
<li>che ringrazia dell’acquisto e che indica tempi di consengna, contrassegno</li>
<li>che ringrazia dell’acquisto e che indica tempi di consengna e dati della banca, bonifico</li>
<li>per inserire i dati della carte di credito, oppure se il form dei dati della carta è inserito in fondo al riepilogo, si arriverà alla pagina di risposta delle banca che l’ordine è andato a buon fine</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff6600;"><strong><span style="color: #000000;">Trasparenza e credibilità</span><br />
</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Durante tutti i passaggi è importante mettere dei messaggi che chiariscano all’utente cosa sta facendo e dove sta andando ogni volta che preme un pulsante o fa una scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio si potrebbe dichiarare fin dalla prima schermata che ci saranno 3 passaggi di controllo per concludere l’ordine, se sta pagando con carta di credito sarà presente l’avviso che comunica l’uscita dal sito web per atterrare su quello della banca per effettuare il pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Facilità di comprensione</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il consiglio è di non riempire le pagine con la richiesta di dati, informazioni, pulsanti, opzioni facoltative etc. che affollano la pagina e confondono l’utente; ma di cercare di individuare e di inserire solo quello che è strettamente necessario e che velocizzi il pagamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo ricordando che l’utente vuole <strong>un’esperienza piacevole</strong> che non scateni confusione, sfrustrazione e abbandono del carrello. Altimenti l’unico risultato che otteniamo è un cliente perso che non farà un passa parola positivo per il nostro e-commerce, mentre un cliente soddisfatto ritornerà e porterà altri utenti.</p>
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