Semantic Search: rivoluzione nella qualità dei risultati di ricerca di Google
Dopo più di 10 anni di esperienza in attività SEO possiamo affermare di aver assistito in prima persona ai primi passi che Google ha effettuato verso la semantic search iniziata diversi anni fa grazie anche ad un paio di acquisizioni notevoli: Orion nel 2006 e Metaweb nel 2010.
Ad oggi questa nuova prospettiva sembra essere di fronte ad una svolta epocale nel contesto dei Search Engines (come dauna recente intervista rilasciata da Amit Singhal al WSJ).
Singhal, fra i più noti software engineer di Google, ha infatti dichiarato che “il motore di ricerca abbinerà meglio le query con un database che contiene milioni di “entità” – persone, luoghi e cose – che sono state pian piano accumulate nel corso degli ultimi 2 anni”.
“La nuova ricerca sarà più simile a come gli esseri umani comprendono il mondo” ha aggiunto Singhal, notando che per molte ricerche effettuate oggi “incrociamo le dita e speriamo che la pagina ci restituisca una risposta”.
Ma proviamo con qualche esempio a simulare i risultati della nuova semantic search di Google.
Attualmente chi cerca “William Shakespeare” nel motore di ricerca, ottiene dei link ad un eventuale sito web ufficiale, alla pagina di Wikipedia ed eventuali siti correlati. Attraverso la Semantic Search Google restituirà invece gli “attributi”, ovvero le caratteristiche di William Shakespeare (come ad esempio anno di nascita e morte, titoli delle principali opere, tipologia di genere etc.). E ancora: una query del tipo “Quali sono le principali opere della letteratura inglese?” potrebbe restituire direttamente la risposta, invece che un semplice elenco di link.
I ben informati pensano che Google speri nella “svolta semantica” anche per aumentare il tempo di permanenza dell’utente sul sito: ad esempio, cercare “William Shakespeare” potrebbe restituire un elenco di libri direttamente sfogliabili e pagine di altri autori o volumi direttamente correlati. Si presume anche che Google possa suggerire l’acquisto diretto di quei libri.
Quale impatto avrà la futura modifica nelle SeRP (Search Engines Results Pages)? Si stima un range fra il 10% e il 20%, ovvero decine di miliardi di query al mese.
A breve arriveranno dunque cambiamenti importanti, anche se Singhal ha affermato che il processo verso la “prossima generazione della search” è una strada che Google ha imboccato da anni: già oggi vengono forniti agli utenti risultati personalizzati e suggerimenti – istantanei– durante l’inserimento della query, e Google sarebbe già in grado di fornire risposte in base ad una sorta di “valutazione collettiva” degli elementi più significativi correlati a determinate parole chiave.
A cosa assomiglierà quindi il nuovo Google? Rileggendo la dichiazione iniziale di Singhal, sembra che avrà rapporti di parentela soprattutto con Metaweb: Singhal parla infatti di “milioni di entità” (Metaweb si appoggiava a Freebase, un open database che contava appunto oltre 12 milioni dientity) e fa riferimento a cose maturate negli ultimi 2 anni (Metaweb è stata acquisita da Google a Luglio 2010).



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